Termessos, un viaggio alla “Indiana Jones”!
16 December 2011 – 11:49 | No Comment

Ci trovavamo in viaggio in Turchia e dopo diversi giorni nella zona di Istanbul e dintorni, ci siamo diretti ad Antalya, una piccola cittadina a sud sul mare.
In questo paese dalle caratteristiche tipiche di un piccolo …

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II Episodio: Diario di un viaggio nella mitica Grecia

Submitted by worldsitetravellers on 23 June 2008 – 15:09No Comment

22Giugno
Ore 8.00
Seduta sulla terrazza dell’albergo scorgo davanti a me il laghetto di Kokunaries che assieme a quello di chora forma un importantissimo habitat acquatico dell’ecosistema greco; oltre una fitta pineta che ci separa dalla lunga e sabbiosa spiaggia.
Skiathos e’ l’isola piu’ occidentale dell’arcipelago delle sporadi situato nell’Egeo nord occidentale ed e’ collegata sia con l’aereoporto di Atene che via mare con i porti di Agios Konstantinos (da cui siamo partiti noi) e Volos nostra prossima destinazione alla volta del monte Pelio, rispettivamente distanti 44 e 41 miglia.
L’isola si estende per 61 kmq ed e’ prevalentemente montuosa e coperta da foreste di pini e le coste frastagliate e scoscese formano 70 fra golfi baie e molti promontori. 

Tutte le spiagge meridionali sono prevalentemente di sabbia piu’ o meno fine, al nord invece le spiagge sono piu’ selvagge, di lisci sassi e ricche di suggestivi scogli. Infatti nelle coste settentrionali si formano le grotte di Skotini,Galazia,Chalkini e la Tripla Petra (roccia bucata). Vi si accede dall’alto,pertanto lasciata la macchina alla fine di una polverosissima strada sterrata,gambe in spalla e si scende a piedi spesso attraverso sentieri ricavati nella pineta come a Mikros Aselinos, baia splendida a nord ovest.
Comunque impervia o meno che sia la strada ogni singola spiaggia ha la sua taverna, punto di squisito ristoro a qualsiasi ora e non banale chiosco di bibite!

Gli isolani sempre sono spesso di buon umore e sorridenti. A parte il turismo che ha portato una discreta tranquillita’ negli ultimi anni,le principali attivita’ dei locali sono i lavori della terra,olio,uva cereali e ortaggi e fin dall’antichita’ il vino rosso locale era considerato uno dei migliori,senza dimenticare i vini moscati Anthosmias e Alipiako’.Non va dimenticata una delle attivita’ per le quali Skiathos era famosissima e oggi non piu’ praticata: la costruzione di navi.
Ieri abbiamo deciso di visitare la punta estremo nord orientale con i resti di Kastro. Ormai delle oltre 300 case e 22 chiese sono rimasti pochi resti ma ricchi di un fascino intatto dove immagini di vita isolana affiorano alla mente del visitatore con un po’ di immaginazione.
Una volta questo luogo era l’inespugnabile citta’ medioevale abbarbicata su questa roccia gigantesca battuta dalle onde. Qui si ritirarono nel XIV secolo gli isolani quando l’isola era in preda a pirati e saraceni. Per arrivarci si percorre una strada in salita da Skiathos che oltre a bellissimi paesaggi,uliveti e scorci mozzafiato passa un caffe’ ristorante “Platanos” con una terrazza con vista mare.Ottima sosta per un nescafe’ frappe’ e molto probabilmente anche per una pausa pranzo; avevano un menu’ allettante,luogo molto pulito e camerieri gentili. (www.platanos-restaurant.com).

Prosegendo la strada dall’asfalto si passa alla terra rossa e si raggiunge uno spiazzo dove lasciata la macchina si procede a piedi prima in discesa poi in scalata della roccia impervia.
Il panorama e’ semplicemente sensazionale e ci si trova sospesi nel vuoto con il mare dal colore turchese, a tratti smeraldo, fino a divenire blu profondo.

L’antica Kastro ci accoglie con il ponte levatoio sostituito da una tipica scala greca di cemento (nessuno scalino e’ uguale agli altri) e sventola l’antica bandiera greca croce bianca in campo azzurro.

Al posto delle case ormai visibili solo nei muretti a secco si sviluppa una ricca vegetazione fiorita mantenuta dagli Amici di Kastro, un’associazione di circa 200 volontari che cercano di riportarne alla luce gli antichi splendori e dare un caloroso benvenuto a coloro che decidono di farvi visita, Guglielmo (italianizzato)ci accoglie sotto un pergolato e offre a qualsiasi ora del giorno un sanissimo Ouzo con lo stesso bicchierino per tutti, solo una sciaquatina sotto l’acqua ‘fontis’ (buona?! un cartello scritto a pennarello dice di si!).
Un albero, un cipresso ci dice ’se mi ami donami dell’acqua’! Oltre, un paio di chiese ricostruite sono ancora meta di fedeli e visitatori.

….Continua…..

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