Mostre a Firenze Settembre: Apparizioni celesti. Mostra grafica di Jan Hísek (Repubblica Ceca)
Mostra organizzata da:
Consolato Onorario della Repubblica Ceca per la Regione Toscana
ARCA – Amici della Repubblica Ceca Associati
In collaborazione con:
Istituto Culturale Ceco, Roma
Fondazione Romualdo Del Bianco, Firenze
Auditorium al Duomo, Firenze
26 Settembre – 9 Ottobre 2009
Inaugurazione 26 Settembre 2009, ore 17.30
Auditorium al Duomo, Via de’ Cerretani 54r – Firenze
“APPARIZIONI CELESTI”
Mostra grafica di Jan Hísek (Repubblica Ceca)

Per visitare una mostra di Jan Hísek scegliete sempre una giornata intrisa di pioggia, oppure attutita dalla neve, il cielo di un grigio accogliente e introspettivo. L’immaginario di questo artista prodigioso quanto inclassificabile chiama infatti un’atmosfera umbratile e ovattata, forse perché sorto tra le nebbie boeme, cui tanto deve il fascino di quella Praga dove Hísek è nato, e che la prosa magica di Angelo Maria Ripellino tratteggiava come “città aggrottescata di umori stravaganti e propizia agli oroscopi, alla clowneria metafisica, alle raffiche di irrazionale”.
La stessa esposizione qui introdotta, del resto, pare attraversata da un refolo di stramberia, posto che si tratta della retrospettiva – già presentata a inizio anno presso l’Istituto di Cultura Ceca a Roma, quindi transitata a Palermo e infine ora approdata a Borgo San Dalmazzo – di una produzione ormai risalente (1990-1998), incentrata sulla virtuosistica tecnica della maniera nera che Hísek, dopo averne raggiunto i vertici esecutivi ed espressivi con riconoscimenti in tutto il mondo, da anni ha abbandonato per dedicarsi a un’elaborata pittura ad olio, inframmezzata soltanto da folgoranti disegni a matita appuntati lungo i suoi viaggi negli angoli più disparati della terra, dalla campagna cinese alle alture messicane.
A costo di risultare pedanti, si ricorda che la maniera nera, altrimenti nota come mezzotinta o maniera a fumo, è la più complessa tra le tecniche d’incisione diretta, l’unica che consente di ottenere effetti chiaroscurali tipici della pittura: a tale fine, la lastra va interamente granulata con l’infaticabile lavorio di una mezzaluna seghettata, estraendo poi i toni intermedi a colpi di brunitoio e raschietto. L’artista praghese ha fatto ricorso magistrale a questa tecnica per definire un universo di immagini fantastiche, immediatamente riconducibili alla lezione – purtroppo ancora poco nota nell’Europa occidentale – della figurazione metafisica boema di primo novecento, dove su tutti spiccano i nomi di Jan Zrzavý e Alén Diviš. Al contempo, Hísek si caratterizza per un peculiare simbolismo, il quale trova nell’esplorazione del proprio inconscio il motore visivo primo. ‘Romanticismo psichedelico’ è la definizione che l’artista medesimo suggerisce per la sua opera, ed è certo che le ricorrenti apparizioni in mostra di angeli ed enigmatiche divinità dalle radici cristiane ma attitudini animistiche, circonfuse come sono di una primigenia sacralità naturale, paiono confortare tale considerazione. Pure, lavori come Osvícení Nebeské (Apparizione celeste, 1994), Vodní Madona (Madonna d’acqua, 1993) o Nanebevzetí (Assunzione, 1992) già dal titolo orientano le considerazioni critiche verso un orizzonte creativo in cui l’immaginifica fioritura di visioni fantastiche non è tanto traduzione grafica (per quanto elevata) di una narrazione religiosa, ma s’inserisce piuttosto nella tradizione nobile di quella incisione visionaria che ha il suo precursore indiscusso in William Blake, e a cui Hísek, senza tema di esagerazione, può idealmente accostarsi.
Luca Arnaudo
Jan Hísek è nato nel 1965 a Praga, dove ha studiato all’Accademia di Arti Applicate diplomandosi in bibliologia e calligrafia, per poi specializzarsi presso l´Atelier della Cultura del Libro e della Scrittura. Pittore, incisore, disegnatore e illustratore, Hísek ha esposto sin dal 1992 in musei e gallerie di tutto il mondo, in particolare Europa (Praga, Londra, Montreil, Roma) e Stati Uniti (New York, Seattle).

L’arte di Jan Hísek ci invita a compiere un viaggio nella realtà delle forme predefinite, elementari e giocosamente regressive, immergendoci in grotteschi mondi vegetali, animali e umani ibridati o intrecciati in sorprendenti rigenerazioni di esistenze fantasticate. L’occhio si muove tra continue suggestioni di immagini mitiche o ancestrali, frutto di un’inarrestabile eccitazione della visione interiore dell’artista e di una volontà di creare psicografie incante di dinamiche narrative inconsce.
Nelle ultime opere pittoriche dell’artista praghese, la dimensione iperonirica che caratterizza il suo lavoro complessivo, svela ulteriori desideri profondi di esplorare porzioni di natura trasfigurata o trasognata, al limite di una disposizione individuale alla ricezione sensoriale occulta. Tutto si pone al di là del mondo visibile. Si possono osservare, per esempio, matasse di bianche nuvolaglie su un fondo marezzato di giallo e rosso che lasciano fuoriscire dalle loro masse esplodenti strane configurazioni oggettuali d’ambiente marino; fra azzurre onde marine nuotano bambini e delfini in piena libertà; mondi ultraterreni, trasparenti e leggeri, ricolmi di ectoplasmi vegetali e animali, in cui galleggiano improbabili fiori blu o palmizi tropicali, sospesi in spazi siderali incantati, qua e là venati di macchie rosee delicate.
Nelle incisioni, in particolare, si entra piuttosto a far parte di attraenti rivisitazioni ad occhi chiusi dei non-luoghi delle fiabe, dei racconti di avventura e delle storie agiografiche o evangeliche. Di fronte all’osservatore si aprono così scenari cosmici e microcosmici fascinosi, enigmatici, leggiadramente ironici, popolati da creature surreali perlopiù filiformi, appartenenti ai territori culturali dell’arte gotica, romantica e simbolista, intrisi di humour e di invenzioni compositive che colpiscono e divertono per la varietà delle soluzioni iconografiche e la maestria della tecnica grafica.
Enrico Perotto
www.arcaassociazionefirenze.org
inform@arcaassociazionefirenze.org
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